Spider&Fish | Gli ebook uccidono i libri? No, li rendono infiniti
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30 set Gli ebook uccidono i libri? No, li rendono infiniti

Ne La storia infinita di Michael Ende, il giovane Bastian sta leggendo un libro, al cui protagonista Atreyu viene chiesto a sua volta di leggere ad alta voce un libro in cui si rivela che il personaggio chiave è lo stesso Bastian: è un fine gioco ad incastro, puramente metaletterario, di libri che parlano di libri che s’inseriscono in altri libri, appunto per dare l’effetto di una storia potenzialmente senza fine. Ma può un libro essere veramente infinito? Ovviamente no, almeno fintanto che il suo stesso supporto – nella storia il papiro, la pergamena e ad oggi la carta – ne limitava materialmente le dimensioni (una particolare tipologia di libri “infiniti” erano quei manoscritti medievali che venivano raschiati e poi riscritti quando il contenuto originale non era più utile: ma dopo un po’ finivano anche loro, smembrati o riciclati o distrutti).

Ovviamente i formati digitali, oggi, mettono in campo una serie di possibilità prima inesplorate.

Interessanti, ad esempio, sono le riflessioni che fece Luca Sofri, attualmente convinto della fine dei libri come li conosciamo oggi, quando uscì nel 2011 il suo saggio Un grande paese (Rizzoli). Circa sei mesi dopo, il mutato scenario politico rendeva utile aggiungere materiali a quel saggio, che uscì in ebook con una nuova prefazione, aggiornamenti e qualche correzione: “Oggi i tempi di pubblicazione di un libro di carta sono molto lunghi (…). Il libro digitale permette invece di andare in vendita immediatamente: un libro ha solo da essere scritto, che a volte non è un impegno così lungo per chi abbia le competenze su determinati temi di improvvisa attualità.

Ciò rende gli ebook strumenti molto più flessibili, che si possono aggiornare e correggere in tempo reale, ma li tramuta anche in corpus in divenire che, attraverso stratificazioni e modifiche progressive, possono risultare qualcosa di sensibilmente diverso rispetto all’originale. Basta pensare a quanto possa essere utile un’impostazione del genere, di libri sempre in progress, libri “infiniti”, nell’ambito dell’editoria scolastica o universitaria, dove di anno in anno si assisteva spesso a ristampe e nuove edizioni motivate da poche ma fondamentali integrazioni.

L’intuizione di questo cambiamento dello status di libro, che è facilitato negli ultimi anni sempre più dal moltiplicarsi di store digitali e di piattaforme di selfpublishing, è alla base di una collana di ebook editi in questi mesi da Utet. La casa editrice, che sta da tempo aggiornando il suo catalogo mettendo spesso a disposizione, allegato a ogni testo cartaceo, il relativo ebook, ha lanciato una serie di cosiddetti live books, ovvero libri digitali pensati per essere arricchiti via via da contenuti user generated. Si va dai grandi classici, come Il principe di Machiavelli ampliato dalla riscrittura in forma di tweet fatto dalla community di @Twitsofia_it, fino a titoli più recenti, per esempio L’amore è tutto di Michela Marzano (Premio Bancarella 2014) integrato dai messaggi ricevuti dai lettori tramite un hashtag apposito. Ma anche la manualistica può diventare infinita, come i libri di cucina che inglobano le foto e le ricette degli utenti: un caso è Schiscetta perfetta di Alessandro Vannicelli (DeAgostini), che contiene in ebook anche le ricette rivisitate dai lettori.

Cambiano i formati e cambiano anche i limiti (materiali e temporali) dei libri. Un segno di vitalità che testimonia ancora, in qualche modo, la centralità e la vitalità di un medium come quello letterario.

Fonte: Wired

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