Edizione: cartacea (brossura)
Categoria: Saggistica
Collana: Ottavia
Numero di pagine: 281
Paese: Turchia
Lingua originale: inglese
Traduttore: Jordan Kaspar Baldassini
Anno di pubblicazione: 2017
ISBN: 9788898844036
Prezzo di copertina: € 18,00
Temi: geopolitica, Medioriente, Europa, Turchia, populismo, autoritarismo, democrazia, popolo curdo

ECE TEMELKURAN

Turchia folle e malinconica

«Ma che paese è mai questo?»
Partendo da questa domanda essenziale Ece Temelkuran, giornalista e scrittrice pluripremiata, ci guida alla scoperta del suo “amato paese”, la Turchia.
Nell’affrontare e contestare l’autoritarismo del governo dell’AKP di Erdogan – a causa del quale ha perso il lavoro e ha lasciato il paese – Temelkuran attinge forza e saggezza dalle persone e dai luoghi che lei e il lettore incontrano sulla strada riuscendo così a offrire un resoconto meravigliosamente efficace e potente delle battaglie, delle speranze e delle tragedie che hanno fatto della Turchia ciò che è oggi. Immaginatevi seduti a un tavolino in una piazza di Istanbul, accanto a voi un’amica di nome Ece che cede al desiderio e alla necessità di raccontarvi lo ieri, mostrarvi l’oggi e immaginare il domani del suo paese, lo storico ponte tra Oriente e Occidente. Una nazione divisa, la Turchia, folle e malinconica.
Turchia folle e malinconica di Ece Temelkuran può essere letto come un diario che racconta solo tre momenti nella storia della Turchia: Ieri, Oggi e Domani. Dei primi due si possono ricordare date, avvenimenti, fatti, analisi e interpretazioni. Del terzo ancora non si può sapere cosa dire. Si può però sperare di non dover dire certe cose. Forse, come il corso di filosofia che Benjamin teneva nel campo di internamento nazista dove era prigioniero, questo diario rappresenta un tentativo di uscita da quel campo di internamento che la Turchia sta diventando e le cui recinzioni, fisiche e non, si stanno facendo sempre più strette e invalicabili.

L’AUTRICE

Ece Temelkuran, classe 1973, una delle scrittrici e giornaliste turche internazionalmente più note e rispettate, collaboratrice anche di testate internazionali come «The Guardian» e «The New York Times», licenziata dal giornale in cui lavorava per aver scritto articoli critici sull’operato del governo. Reporter intrepida dalla Turchia e da altri paesi come il Libano durante la guerra del 2006, il Venezuela dopo l’ascesa di Chavez e l’Argentina dopo la crisi economica,  ha ricevuto numerosi premi a riconoscimento della sua attività di scrittrice e giornalista, tra cui il Premio PEN per la Pace. Spider&Fish ha pubblicato anche il suo romanzo Soffiano sui nodi. Temelkuran è membro del Consiglio di Progressive International, il fronte progressista di cui fanno parte, tra gli altri, Bernie Sanders, Yanis Varoufakis, Noam Chomsky e Naomi Klein. È stata ospite del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, del Festivaletteratura di Mantova, del Salone del Libro di Torino, e Fellow Resident presso la Santa Maddalena Foundation, collegata al Premio Gregor Von Rezzori, grazie alla residenza artistica che le è stata offerta.